Fai sempre liste che non rispetti? Ecco perché (e come uscirne davvero)

- The Wom - Tuesday, September 2, 2025
Perché facciamo liste che non rispettiamo mai? Tra psicologia, emozioni e strategie reali, scopri il vero motivo dietro le to-do list fantasma.

Fai mille liste e non ne porti a termine nemmeno una? Tranquilla, non sei sola! Dietro quelle to-do mai spuntate si nascondono emozioni, autoinganni e perfezionismo. Ma anche soluzioni concrete per riprendere il controllo (senza sensi di colpa). Pronta a riscrivere tutto?

La mania delle liste: tra buone intenzioni e realtà

Cosa c’è di più umano che fare liste? Liste della spesa, to do list appese ovunque, note sul telefono piene di punti mai spuntati. L’idea, in fondo, è semplice: ordinare il caos, dare una logica ai pensieri che corrono senza sosta. A volte però le liste diventano una specie di rituale, quasi un portafortuna scaramantico: se lo scrivi forse succede, se fai l’elenco magari cambia qualcosa. Ma poi succede che quelle stesse liste restano lì, intatte. Poco più di macchie d’inchiostro o pixel. E allora viene da chiedersi: perché si fanno liste che non si rispettano mai?

La risposta non è una sola, ovvio. Si fa la lista quando si sente il bisogno di controllo, dentro una vita che va a cento all’ora; si scrive nero su bianco sperando di tenere tutto insieme, proprio come chi raccoglie biglie in una scatola bucata. E poi capita che scrivere la lista dà una soddisfazione immediata, la sensazione di aver già agito, prima ancora di aver fatto. Tipo quando immagini già il successo solo pensando all’allenamento, senza esserti ancora alzato dal divano.

Il cervello e la tendenza a rimandare

Qui entra in gioco la testa, cioè il cervello che – suo malgrado – ama risparmiare energie. Succede spesso che il solo atto di elencare gli impegni attivi il “centro della ricompensa”: un assaggio di soddisfazione, anche se il lavoro vero deve ancora cominciare. E, paradossalmente, questo piccolo sballo mentale può diventare un motivo perfetto per rimandare.

Basta pensarci: ogni volta che si compila una lista si prova una punta di piacere, ma concretamente?

  • La lista rimane in attesa mentre si scrolla Instagram
  • Le attività si accavallano e la motivazione evapora come pioggia d’estate
  • Il senso di colpa bussa, le crocette mancano

Un altro colpo di scena? Il perfezionismo – sì, proprio lui, quello che ogni volta spinge a voler fare tutto (e bene). Alla fine si fa una lista troppo lunga e ci si sente già in trappola: meglio allora niente, meglio rimandare.

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Le emozioni che sabotano le nostre liste

Dietro una lista disattesa spesso c’è qualcosa che va oltre la pigrizia. Ogni punto scritto può portarsi dietro un’ombra, tipo ansia, insicurezza, paura di fallire. A volte si fanno liste solo per mettere ordine alle idee, ma quando arriva il momento di agire l’immaginazione si trasforma in ostacolo.

Quante volte si è tentati di scrivere anche i compiti più banali – bere acqua, mandare una mail – solo per sentirsi attivi? Succede che queste micro-azioni rubano la scena a ciò che davvero conta, cioè le scelte difficili, quelle che richiedono energia emotiva. In fondo, le liste diventano dei rifugi temporanei, un modo per raccontarsi che si sta procedendo.

E poi ci sono le emozioni che narrano storie. Magari ogni punto non spuntato è una piccola sconfitta, oppure un promemoria silenzioso che, alla fine, si può sempre riprogrammare domani. Tanto la lista resta lì, ferma ma immutabile.

Strategie reali per spuntare davvero (o lasciar perdere)

Una lista che funziona davvero non è una lista infinita né un elenco di sogni. Serve concretezza e, soprattutto, un pizzico di onestà. Più che riempire fogli, conta allenarsi a selezionare – tipo fare pulizia nell’armadio e tenere solo i capi che indossi davvero. Qualche idea pratica, niente fumo:

  • Scrivere solo ciò che è davvero urgente e importante – il resto può aspettare
  • Dividere i compiti in micro-azioni, che diano risultati subito visibili
  • Abbandonare il perfezionismo e accettare che qualcosa resterà indietro
  • Premiare ogni piccolo passo, tipo regalarsi una pausa dopo una spunta reale

In fondo, la verità è che non tutte le liste meritano di essere rispettate fino in fondo. A volte, imparare a lasciarle andare – o riscriverle mille volte – serve più di qualsiasi crocetta. Perché la vita non è solo una questione di punti da spuntare, ma di storie da vivere, anche se un po’ disordinate.

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