Oggi “centro sociale” è una sorta di etichetta negativa che qualche panzone di
deputato leghista o giornalista reazionario appiccica a qualsiasi movimento, ma
poco più di 25 anni fa essi costituivano delle vere e proprie “città nelle
città” dove si trovavano fermenti culturali avanti di decenni rispetto alla
cultura che popolava l’intelligencija borghese italiana.